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https://www.cronachedispogliatoio.it/app/ Una lettera appassionata, un piatto di pollo al curry e un gioco che non è mai stato solo un gioco.
Se vi state chiedendo come questi 3 elementi siano in grado di coesistere nello stesso racconto, allora non
avete mai ascoltato l’incredibile storia di Football Manager.
Stiamo parlando del videogioco manageriale più realistico di sempre, risultato di un progetto visionario che vide la luce il 1° settembre 1992.
Ma andiamo con ordine.
Nel 1987 Paul e Oliver Collyer, due giovani innamorati di calcio di 16 e 13 anni, cominciano a fantasticare attorno all’idea di progettare un gioco mai visto prima, capace di concretizzare un sogno altrimenti
inavvicinabile: sedersi su una panchina di un club e condurlo alla gloria.
“Volevamo trascorrere l’estate con i nostri amici per divertirtici insieme condividendo la nostra sfrenata passione per il calcio”. (Oliver Collyer). I due ragazzi, che si stanno specializzando nell’arte di programmare e
disegnare giochi digitali, vogliono alzare l’asticella. È giunto il momento di fare il primo passo decisivo: lanciarsi sul mercato con Championship Manager, videogame gestionale che si pone da subito l’obiettivo di scrivere da zero le regole.
Paul e Oliver sono a caccia di consensi e la risposta del pubblico è confortante: più di ventimila copie vendute e la sensazione crescente di aver posto le basi per un futuro radioso. In questa fase di sviluppo aziendale i feedback sono fondamentali. Ed è in questo preciso momento che la vita dei due fratelli cambia per sempre. Paul e Oliver sono fan sfegatati dei Blur, famosissimo gruppo musicale considerato tra i maggiori esponenti del britpop, e vengono a conoscenza del tour che avrà luogo nel 1994. Vogliono i biglietti a tutti i costi, ma è un’impresa praticamente impossibile: ogni data è sold out. Non rimane che
lanciarsi in un disperato tentativo, mandare una richiesta all’etichetta discografica dei Blur, la Food Records, per chiedere la disponibilità di due ticket. Caso vuole che dall’altro lato del fax ci sia Miles Jacobson, responsabile dell’area delegata alla scoperta di nuovi artisti e calciofilo di livello altissimo. Dopo qualche fax introduttivo, i due fratelli ne ricevono uno profondissimo, carico di considerazioni puntigliose che oscillano tra il propositivo e il distruttivo. Jacobson ha dimostrato di avere le idee chiare. Sa come migliorare l’esperienza di gioco e da quel momento diventa il consulente più importante per la neonata azienda Sports Interactive.
Nasce una nuova era che si appresta a vivere una fase decisiva della propria evoluzione nel 2004.
Dopo aver rilevato il marchio Football Manager ed aver posto una pietra miliare nella storia del gioco, Miles Jacobson è alla ricerca di un editore in grado di far decollare il proprio gioiello. Riesce ad organizzare una cena con l’amministratore delegato di SEGA, Naoya Tsurumi, e davanti ad un piatto fumante di pollo al curry sigla un accordo di collaborazione fondamentale per la crescita del brand.
Il mondo ha imparato a conoscere Football Manager stagione dopo stagione, assecondando una passione che si sviluppa tra tattiche, schemi e scouting attraverso l’utilizzo di un database curato da migliaia di appassionati osservatori sparsi ovunque che seguono nel dettaglio un numero impressionante di calciatori. Football Manager si rivolge ad un pubblico molto esigente. La certificazione di qualità del videogame proviene direttamente dagli utenti ma anche dagli addetti ai lavori. Molte volte, infatti, la vita vera e le vicende del gioco si sono intrecciate e sovrapposte.
Nel 2006 molti giovani provenienti da tutto il mondo si stavano affermando come giocatori di prospettiva interessanti. Tra questi Aguero e Falcao erano tra i più osservati in Sudamerica, Sergio Ramos e Kompany erano i migliori difensori e poi c'era il piccolo giovane argentino: Lionel Messi. Ciò che li accomuna è che a ognuno di loro fu assegnato un potenziale di -10 su Football Manager. Per chi non ha familiarità con il gioco, un potenziale di -10 significa che il giocatore può avere un potenziamento non inferiore a 170, con un picco massimo di 200. Ciò significa che quel giocatore diventerà quasi certamente uno dei migliori al mondo. Quella previsione era assolutamente azzeccata.

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