Tributo a Giacinto Facchetti
Tributo al grande capitano dell’Inter e della Nazionale italiana.
Giacinto Facchetti (1942-2006) iniziò la carriera nella squadra di calcio del suo paese natale, la Trevigliese, nel ruolo di attaccante. Venne scoperto da Helenio Herrera che lo portò all’Inter trasformandolo in terzino. Il suo esordio in Serie A avvenne il 21 maggio del 1961, in un Roma-Inter conclusosi con la vittoria dei nerazzurri per due a zero.
Facchetti divenne uno dei cardini della cosiddetta “Grande Inter” che si aggiudicò la Coppa dei Campioni nel 1964 e nel 1965 e il Campionato italiano nel 1963, 1965, 1966 e 1971. Con la squadra nerazzurra vinse anche due Coppe Intercontinentali ed una Coppa Italia. Abile marcatore e discreto incursore d’area (con l’Inter in 634 partite realizzò 75 gol: fu nel 1965-66 il primo difensore italiano a segnare 10 reti in un campionato), il terzino bergamasco nella sua carriera fu sempre fedele all’Inter diventandone una delle bandiere storiche. Come giocatore si rivelò fondamentalmente corretto in campo: venne espulso solo una volta nell’arco di tutta la sua carriera.
In Nazionale, Facchetti esordì il 27 marzo 1963 in un incontro valido per la qualificazione all’Europeo dell’anno successivo disputato ad Istanbul contro la Turchia (vinse l’Italia 1-0). Da allora disputò un totale di 94 match con gli azzurri, record superato solo da Dino Zoff, Paolo Maldini e Fabio Cannavaro. Vinse da capitano gli Europei del 1968 e arrivò secondo dopo la storica vittoria per 4-3 sulla Germania Ovest ai Mondiali di Messico 1970.
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