Questo non è calcio…


Dopo quello che è successo oggi credo che il calcio giocato passi in secondo piano. Non si può morire per uno sport. Il calcio dev’essere divertimento, passione, amicizia…non odio e violenza. Non mi riferisco solamente ai fatti accaduti questa mattina, ma anche ciò che è capitato pochi mesi fa…sicuramente non si può continuare così…questo NON è CALCIO!

MILANO, 11 novembre 2007 – Si chiama Gabriele Sandri, 28 anni, noto dj della capitale e animatore del “Piper”, il tifoso laziale morto questa mattina nella stazione di servizio di Badia al Pino, sulla A1, nei pressi di Arezzo, dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco, sparato da un agente della Polstrada intervenuto per sedare una rissa scoppiata tra tifosi biancocelesti e juventini. ll poliziotto avrebbe sparato in aria a scopo intimidatorio. Poi forse un secondo proiettile potrebbe essere partito accidentalmente dalla pistola. Ma la dinamica di quanto accaduto deve essere ancora definita. (Gazzetta dello Sport)

La nota del Questore di Arezzo, appena dichiarata in conferenza stampa: “Abbiamo avuto una giornataccia. Alle 9.10 di stamattina due pattuglie – che operano solitamente in modo meraviglioso – erano all’area di servizio in direzione sud, stavano facendo degli accertamenti, quando hanno sentito all’area di servizio in direzione nord urla, grida..hanno capito era una rissa. Si sono portati al limite della zona dell’area di servizio, per verificare cosa succedesse dall’altra parte. Erano coinvolte almeno 3 autovetture. Hanno attivato immediatamente le sirene per dissuadere i coinvolti della rissa. Uno dei nostri operatori ha pensato di sparare due colpi in aria a scopo intimidatorio, a quel punto le autovetture si sono portate in direzione nord (casello di Arezzo). La macchina Scenic con a bordo 5 giovani che si recavano a Milano per la partita ha ricevuto un colpo di arma da fuoco che ha colpito al collo il ragazzo che è morto. Gli occupanti se ne sono accorti e hanno corso fino al casello di Arezzo e chiedere i soccorsi… […] Abbiamo l’interesse che la verità sia accertata. Non è stato ancora trovato il proiettile, lo stiamo ricercando… Si vede il foro di entrata del proiettile che poi avrebbe colpito l’occupante centrale… purtroppo il ragazzo è stato veramente sfortunato… noi siamo addolorati. Risultano due colpi. Il magistrato sta interrogando l’agente. Rettifico.. due colpi in aria? No, due colpi esplosi. La traiettoria sarà accertata. L’operatore ha circa 10 anni di servizio.”

La ricostruzione dei tifosi laziali amici di Gabriele: “C’è stata una colluttazione, ma il poliziotto ha sparato quando la rissa era già finita”. Da più fonti è indicato che la macchina era in movimento quando è arrivato il proiettile. “Stavano uscendo dall’area di servizio. Hanno sentito il vetro che si rompeva e poi hanno visto Gabriele che rantolava, mentre il sangue schizzava da tutte le parti. Hanno cercato di accostare in corsia di emergenza e poi hanno proseguito e sono stati raggiunti al casello di Arezzo da una volante”, le parole degli amici di Gabriele.

“Non ho mirato a nessuno, accidenti a me”. Cosi’ l’agente della polizia stradale che ieri ha sparato il colpo mortale che ha ucciso Gabriele Sandri tifoso laziale di 28 anni, in lacrime, si e’ giustificato davanti al magistrato che lo interrogava. “Ho sparato un colpo in aria e poi, mentre correvo, mi e’ partito un altro colpo”. Intanto in procura il pm Giuseppe Ledda che coordina le indagini fa sapere di non voler incontrare la stampa. (AGI) (12 novembre 2007 ore 09.15)

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